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TORRE DE' PICENARDI

Situato a circa 25 km dalla città di Cremona Torre de’ Picenardi è oggi uno dei comuni più ampi della provincia con circa 35 km quadrati di estensione adagiati nel verde della campagna cremonese.

Il comune  è oggi composto da 14 frazioni, nate dall’unione dei precedenti comuni e dopo la fusione col Comune di Ca’d’Andrea. Tutto il territorio presenta ancora oggi importanti testimonianze della sua storia secolare con ville, castelli, residenze nobiliari, oltre a cascinali e antiche costruzioni, tanto da avere ottenuto il riconoscimento di  “Comune Artistico” da Regione Lombardia.

I primi documenti riguardanti l’abitato di Torre e le sue frazioni risalgono al XIII secolo, alcuni decenni dopo, rispettivamente nel 1308 e 1367,  troviamo la più antica traccia della presenza della famiglia Picenardi sul territorio, presenza che tranne brevi interruzioni, continuerà e legherà in maniera indissolubile il paese con il casato fino alla metà del XX° secolo. 

Tra il XV° e il XVI° secolo, le Torri e le sue frazioni iniziarono a seguire la storia comune del resto del cremonese, passando ufficialmente sotto il ducato di Milano e dopo le varie dominazioni straniere succedutesi nei secoli, arrivare al Regno d’Italia.  

Nei secoli le varie famiglie nobili presenti sul territorio intrapresero grandi campagne edilizie per adeguare le loro residenze ai gusti dell’epoca, l’antico castello dei Picenardi, di proprietà della nobile famiglia sin dalla metà del ‘500, a partire dal 1770 circa viene trasformato ad opera dei marchesi Ottavio Luigi e Giuseppe Picenardi, in una splendida e lussuosa villa nobiliare di campagna, divenuta famosa oltre i confini nazionali soprattutto per il “Giardino Picenardi”, uno dei primi esempi a livello italiano di giardino “all’inglese”, segnalato, celebrato e visitato da importanti personalità dell’epoca, scrittori, naturalisti re e regine.    

Nella località di S. Lorenzo l’altra antica struttura più importante del territorio è il castello di S. Lorenzo, documentato sin dal ‘400 e a partire dal 1731 per circa due secoli residenza dei conti Crotti Calciati; la residenza viene poi rimaneggiata a partire dagli anni venti dell’800 divenendo uno dei più importanti esempi di “revival castellato” del territorio cremonese.    

Tra la fine del ‘600 e la prima metà del ‘700 tutti gli edifici sacri delle varie località del territorio vennero ricostruiti o rimaneggiati, soprattutto grazie alle famiglie nobili presenti sul territorio, che contribuirono ad arricchirle di importanti e pregevoli opere d’arte. Le chiese di S. Ambrogio a Torre, di S. Lorenzo e di S. Maria Assunta a Pozzo conservano al loro interno affreschi di autori quali Massarotti e G. B. Zaist, decorazioni, altari lignei, suppellettili e importanti dipinti di G. Nuvolone, Palma il Giovane, Ghidoni, della bottega di Tintoretto e altri.  

Gli antichi cascinali della campagna torrigiana testimoniano una significativa presenza nobiliare, oltre alla famiglia Picenardi e conti Crotti Calciati erano presenti i Principi Soresina Vidoni, i Conti Melzi D’Eril e i Marchesi Resta Pallavicino. 

Torre de’ Picenardi e le sue frazioni tramandano anche da secoli usi e tradizioni legate al mondo contadino, attraverso la musica popolare, l’artigianato e l’arte. Il territorio comunale ha dato i natali alla celebre formazione di musica popolare “Duo di Piadena”, a liutai ed artisti, come il pittore cremonese Angelo Bertolini. 

Scopri le ville e i castelli che nei secoli le famiglie nobili presenti sul territorio hanno realizzato e adeguato agli stili dell’epoca.

Scopri gli edifici sacri che conservano al loro interno affreschi di autori, decorazioni, altari lignei, suppellettili e importanti dipinti.

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